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Coordinamento associativo della città di Milano
per i diritti delle persone con disabilità

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16/11/2020

"Dopo di noi": tempi ristretti e consulenze al telefono. Come costruire un progetto di vita?

Per Ledha Milano alcune decisioni prese dal Comune di Milano sulla gestione dei progetti di legge 112/2016 presentano delle criticitą. E chiede di non disperdere le competenze dell'unitą specialistica nata negli anni scorsi

Nei giorni scorsi, il Comune di Milano ha pubblicato il bando contenente i criteri per l’assegnazione dei contributi finalizzati alla realizzazione di interventi per il “Dopo di noi” in base a quanto previsto dalla Legge 112/2016. Il bando si inserisce all’interno del “Programma operativo regionale Dopo di noi approvato da Regione Lombardia e che ha assegnato al Comune di Milano 2,5 milioni di euro. Il bando, tuttavia, presenta una seria criticità. Sarà infatti possibile presentare la domanda “per l’assegnazione dei contributi finalizzati alla realizzazione di interventi a favore di persone con disabilità grave prive del sostegno familiare” a partire dal 15 novembre e fino al 31 dicembre 2020. “Le domande pervenute dopo il 31 dicembre 2020 -si legge nel bando- non saranno prese in considerazione”.

“Si tratta di un margine molto ridotto -commenta Roberto Morali, direttore di Ledha Milano-. Lo sarebbe anche in tempi normali, ma in questo particolare momento, in cui dobbiamo fare i conti con una grave emergenza sanitaria, c’è il rischio che non ci sia abbastanza tempo per costruire un progetto di vita adeguato e costruito sulla base delle esigenze e dei desideri della singola persona”.

A complicare ulteriormente la situazione, si aggiunge la recente decisione del Comune di Milano di sciogliere l’unità specialistica che tra i propri compiti aveva quello di seguire i progetti per il "Dopo di noi" in base alla legge 112  e di trasferire presso i vari Municipi le assistenti sociali che ne facevano parte. Ledha Milano condivide e rilancia le perplessità di Fondazione Idea Vita, contenute in una lettera inviata all’assessore alle Politiche sociali, Gabriele Rabaiotti, lo scorso 20 ottobre.

“Non mettiamo in dubbio le motivazioni -si legge nella lettera di Fondazione Idea Vita-, ma le famiglie sono preoccupate e stanche di riconsegnare ancora una volta la loro storia e la vita dei figli a persone che, certamente dotate di grande valore professionale e umano, faranno per l’ennesima volta le stesse domande per conoscere una storia che troppe volte è stata ripetuta e mai da nessuno sinceramente ereditata, lasciando ancora una volta il percorso della persona incompiuto”.

Il timore di Ledha Milano e di Fondazione Idea Vita è che la mancanza di un unità specialistica sottragga la possibilità di un punto di accesso capace di leggere le singole progettualità  e farà perdere esperienza e memoria di strade percorse e fatiche condivise. Sappiamo che vi è l’intenzione di creare un “Gruppo di lavoro sulla disabilità” composto da personale di vari Municipi con lo scopo di  formare e far maturare le esperienze necessarie alle persone che, presso i Municipi, dovranno supportare le famiglie nella stesura dei progetti per il “Dopo di noi” dei loro figli.

“Il Programma operativo di Regione Lombardia sposta il proprio focus sull’emancipazione delle persone con disabilità dal nucleo familiare e fa del progetto individuale il baricentro dell’azione di definizione degli interventi -conclude Roberto Morali-. Inoltre,  la ‘Valutazione multidmensionale’, fino a ieri passaggio formale per verificare i requisiti, deve essere momento in cui possano emergere i desideri e le aspettative delle persone e delle risorse attivabili. Ci chiediamo quanti progetti si possono fare in questo modo e con quale qualità in un periodo di lockdown in cui l’unico contatto previsto è una telefonata o un invio via mail, con poco tempo a disposizione e avendo il personale sparso sul territorio”.

Per questo motivo Ledha Milano condivide l’appello di Fondazione Idea Vita affinché l’organizzazione comunale non disperda le competenze dell’unità specialistica e i progetti della 112 possano essere un momento che preveda la presa in carico di un progetto complessivo della persona con disabilità redatto a più mani con la partecipazione della persona con disabilità, della famiglia e degli operatori che lo hanno accompagnato nel percorso.

Segnaliamo un'interessante analisi sul nuovo Programma operativo di Regione Lombardia a firma di Giovanni Merlo, direttore di LEDHA-Lega per i idiriti delle persone con disabilità pubblicato il 14 ottobre su Lombardia Sociale, consultabile a questo link.

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